TORNA SIBILLINI LIVE “PIÙ CULTURA, MENO PAURA”, MUSICA E TEATRO NELLE TERRE DEL SISMA

Tanti i protagonisti del festival itinerante attivo sino a febbraio. Ascanio Celestini, Ambrogio Sparagna, Ginevra Di Marco, Cesare Bocci, Piero Massimo Macchini e tanti altri

È il secondo anno per “Sibillini Live – Percorsi culturali per la ricostruzione”, il festival itinerante organizzato da Arci Marche in collaborazione con Comuni, associazioni e artisti locali e nazionali e sotto la direzione artistica di MusiCamDo. Nato nell’ambito dell’Accordo di Programma Mibac – Regione Marche per i progetti e le attività culturali nei territori della Regione interessati dagli eventi sismici del 2016, il festival ha l’obiettivo di rafforzare i legami sociali e i tessuti culturali di quei luoghi e di quelle popolazioni colpite duramente dal terremoto. Cuore della rassegna è il claim “Più cultura, meno paura”, e cioè lavorare sulla proposta culturale per combattere la paura, ovunque si annidi e riportare i luoghi colpiti irrimediabilmente dal sisma ad essere fucine di cura delle anime e della socialità, tessuti produttivi di giovialità e cultura, riserve di benessere e di convivialità. Come lo scorso anno, due sono le anime del festival, il teatro e la musica.

Tre grandi nomi nazionali campeggiano nel cartellone. Il primo è Ascanio Celestini che salirà sul palco dell’Auditorium Benedetto XIII di Camerino giovedì 29 novembre alle 21.15 con il suo spettacolo “Pueblo”. Il secondo è il gradito ritorno di Ginevra Di Marco ormai legatissima alla manifestazione essendoci già stata lo scorso anno. “Donna Ginevra e le Stazioni Lunari”, questo il nome del progetto che andrà in scena presso la Tensostruttura di San Ginesio sabato 1 dicembre alle 21.30.

A chiudere la rassegna poi il 2 febbraio al Teatro Feronia di San Severino Marche alle 21.30, Ambrogio Sparagna con il suo “Il viaggio di Giuseppantonio”.

Ma se queste sono le punte di diamante di Sibillini Live edizione 2018, non è certo da meno il grande movimento teatrale protagonista della rassegna.

Partita già nei mesi scorsi con i progetti nelle scuole, la rassegna di teatro si apre al pubblico sabato 17 ad Amandola con la seconda residenza artistica della Compagnia Bartolini/Baronio che presso il Cineteatro Europa porterà in scena “Dove tutto è stato preso” a cura di “TU, tenerezze urbane” di Sabrina Maggiori.

Sotterraneo e radicale il lavoro fatto nelle scuole di Mogliano, Gualdo e Monte San Martino dal Teatro Rebis con “Cosa Vien Dopo?” o quello itinerante per la provincia di Ascoli Piceno con Ruvidoteatro e “Le avventure di Arlecchino”. Il 25 di novembre invece presso il Teatro Gentile di Fabriano, “E questo è il fiore: canto la libertà”, canzoni, poesie e racconti del Canzoniere dell’ANPI e Gruppo Arci Voce.

Dicembre si apre domenica 2 a Tolentino con “Le strade di Oliver Twist”, a cura dell’Associazione Culturale Teatri della Plebe, spettacolo itinerante per le vie del centro storico risultante del laboratorio teatrale condotto da Antonio Mingarelli nelle scuole.

Chiude poi la rassegna il giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre al Teatro Lauro Rossi di Macerata, la serata ANFFAS con lo spettacolo comico “Radical Grezzo” di e con Piero Massimo Macchini e la partecipazione straordinaria di Cesare Bocci.

Tutti gli spettacoli di Sibillini Live sono ad ingresso gratuito.

 

PROGRAMMA

ASCANIO CELESTINI

Pueblo

Auditorium Benedetto XIII, Camerino

Giovedì 29 novembre, ore 21.15

Pueblo è la nuova produzione dell’istrionico Ascanio Celestini. L’artista, fra i più rappresentativi del teatro di narrazione in Italia, ritorna negli stessi luoghi in cui palpitava la vita della sua precedente creazione: la periferia, il bar, il supermercato, il marciapiede. Qui vive Violetta, giovane cassiera che sogna di essere regina di un reame popolato dalle storie feroci e poetiche di altrettanti personaggi disillusi e traditi dalla vita. Voci differenti s’incontrano qui per ritrarre un universo fatto di povertà ma capace di brillare come un diamante di rara bellezza o un mondo senza Dio – come quello di Laika – in cui, nonostante tutto, molti miracoli dovranno accadere.

Accompagnato dalle musiche originali composte da Gianluca Casadei, Celestini crea un nuovo ritratto dei margini della società e invita lo spettatore a identificarsi con i suoi protagonisti: personaggi che, al di là della loro particolare condizione sociale, come tutti noi affrontano quotidianamente la propria condizione di esseri umani.

 

GINEVRA DI MARCO

Donna Ginevra e le Stazioni Lunari

Tensostruttura, San Ginesio

Sabato 1 dicembre, ore 21.30

Donna Ginevra e le Stazioni Lunari è uno spettacolo che ripercorre gli ultimi sei anni della ricerca musicale di Ginevra Di Marco, volta a scoprire e riscoprire pezzi della tradizione popolare a partire dal bacino del Mediterraneo fino alle coste del Sudamerica e oltre. In questi anni Ginevra ha incrociato volti, suoni, memorie, ha fatto suoi canti in lingue diverse provenienti da tutto il mondo, si è confrontata con artisti del panorama nazionale in uno scambio musicale e umano, ha approfondito tematiche sociali importanti che oggi sono il nodo cruciale del nostro vivere: lavoro, emigrazione, corruzione, condizione della donna, sostenibilità ambientale. Il tutto legato all’immensa tradizione popolare che ha nella musica un veicolo per essere tramandata di generazione in generazione. Durante il concerto un susseguirsi di emozioni e colori diversi che, qua e là, danno spazio anche al patrimonio cantautorale da cui Ginevra nasce e a cui è indissolubilmente legata: Battiato, CSI, De Andrè, Leo Ferrè, Modugno sono solo alcuni dei capisaldi che caratterizzano la cifra stilistica della cantante fiorentina. Un concerto che vuole coinvolgere il pubblico in un’onda emotiva continua.

 

AMBROGIO SPARAGNA

Il viaggio di Giuseppantonio

Teatro Feronia, San Severino Marche

Sabato 2 febbraio, ore 21.30

“Il Viaggio di Giuseppantonio”, il repertorio esplora la tradizione musicale di area italiana attraverso una serie di brani tradizionali ed altri originali composti da Ambrogio Sparagna. accompagnati da una piccola orchestrina di strumenti che vanno dall’organetto alla conchiglia, dai tamburelli ai cucchaim dalla ghironda al violino a tromba.

Il filo conduttore è il mitico viaggio emigrante di Giuseppantonio e dai suoi compagni musici, raccontato da Sparagna “con parole e musiche”, tra serenate e ballate, ninne nanne e tarantelle d’amore, ritmi frenetici e saltarelli sempre attenti a coinvolgere il pubblico e farlo “camminare” sulla musica.

In conclusione, uno spettacolo per far conoscere il repertorio folk italiano attraverso una modalità di spettacolo vivace e coinvolgente da uno degli autori più importanti del genere.

 

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CANZONIERE DELL’ANPI E GRUPPO ARCI VOCE

E questo è il fiore: canto la libertà

Teatro Gentile, Fabriano

Domenica 25 novembre, ore 21.30

La rappresentazione ripercorre, attraverso canzoni, testi ed immagini, il periodo del secolo scorso che va dal primo dopoguerra, alla liberazione dal fascismo e alla ricostruzione. Un periodo doloroso, in cui il popolo italiano ha vissuto il dramma dell’emigrazione, la perdita della libertà, ma anche il riscatto della dignità nazionale grazie alla Resistenza e alla lotta partigiana al nazifascismo.

I testi e le canzoni dello spettacolo sono state selezionate con l’intento di rappresentare non solo la portata di tali avvenimenti, ma anche i sentimenti, le paure, le speranze di quanti hanno saputo sperare in un mondo diverso e trovare la forza ed il coraggio di cambiare il destino della nostra storia.

 

PIERO MASSIMO MACCHINI

Radical Grezzo

Teatro Lauro Rossi, Macerata

Mercoledì 26 dicembre, ore 21.30

Serata Anffas con Cesare Bocci

Piero Massimo Macchini non ci fa. Ci è proprio. Un po’ tonto, un po’ furbo o semplicemente comico. Dopo aver girato il mondo con lo spettacolo di pantomima “Brainstorming, teste nella tempesta”, racconta la sua vita, prima in “Complesso di Edipo in Tour” per la regia di Domenico Lannutti e poi in “ScherziAmo, chi nasce per gioco non può che vivere in allegria” per la regia di Max Gusti. Oggi, nel suo alter ego più comunicativo, il Provincialotto, sceglie di rivelare al mondo il suo codice etico, sintetizzato perfettamente in due sole parole: radical grezzo. Puro, integrale, non raffinato, ma neanche contaminato. Stanco della marchigianità da cartolina dichiara guerra a chi si vergogna della propria identità territoriale e abbandona ogni sentimento di pluralismo intellettuale per un sano e moderno bigottismo cosmopolita. Il Provincialotto sente di poter contribuire alla solidità della “cultura media” e alla nascita di una nuova maschera per la commedia dell’arte.

“Siamo proprio sicuri che tutti debbano essere super intelligenti? Istruitissimi? Dobbiamo tutti per forza essere dei geni? Immaginiamo una società in cui la convinzione più diffusa sia di essere culturalmente poco elevati. Credo che saremmo tutti più curiosi e più vogliosi di imparare gli uni dagli altri. Ci sarebbe molta più spontaneità e molto più interscambio sociale. Io voglio essere di cultura media, perché i tanto intelligenti come Mario Tarquini o gli stupidi stupidi come Claudio Sdolzini, il proprietario del bar del Triangolo, hanno rovinato questa povera Italia.” In un mondo in cui tutti sono opinionisti, tutti sono bravissimi a giudicare, ma nessuno sbaglia mai, il Provincialotto si dissocia con un atto di grande incoerenza. Dichiara con orgoglio e con quel poco di onestà intellettuale che possiede: “Sì, io sono un radical grezzo e affronto tutto, ma proprio tutto con il sorriso sulle labbra”.